Recente pubblicazione di ricercatori italiani apre le porte all’utilizzo di polifenoli naturali purificati nel trattamento integrato del COVID-19

Segnaliamo l’articolo “New intriguing possibility for prevention of coronavirus pneumonitis: Natural purified polyphenols” recentemente uscito sulla rivista Oral Diseases a firma di ricercatori italiani delle università di Foggia, Venezia e del Cnr che espone i potenziali vantaggi dell’utilizzo dei polifenoli purificati, tra questi in particolare la polidatina (resveratrolo glucoside naturale*), come approccio di medicina integrata per i pazienti del Covid-19.

L’articolo evidenzia come la polidatina possa dimostrarsi un valido trattamento complementare al protocollo clinico utilizzato per il Covid-19 per i pazienti positivi non in terapia intensiva. Come riporta l’articolo, la polidatina può essere anche considerata una misura preventiva per le persone professionalmente esposte al contagio, senza controindicazioni e effetti collaterali rilevanti.

Attualmente, nessun farmaco o vaccino anti-virus specifico è pronto per combattere questa malattia potenzialmente letale e questa può essere l’occasione per verificare attraverso studi randomizzati in doppio cieco – così come avviene in Cina attraverso la sinergia tra medicina tradizionale ed allopatica – il vero valore aggiunto di prodotti naturali o nutraceutici nella prevenzione/trattamento complementare delle patologie derivanti da Coronavirus.

Link all’articolo: “New intriguing possibility for prevention of coronavirus pneumonitis: Natural purified polyphenols”

* Estratto da Polygonum cuspidatum Siebold. & Zucc. Fallopia japonica (Houtt.) Ronse Decr.

RESVERATROLO GLUCOSIDE COME PRESIDIO PREVENTIVO ANTI COVID-19? L’AUTOREVOLE OPINIONE DEL PROF. MATTIVI

Il prof. Fulvio Mattivi è docente a tempo pieno all’Università di Trento. La sua principale attività di ricerca ha riguardato la chimica degli alimenti, indagando le diverse classi di polifenoli dal punto di vista analitico, tecnologico e nutrizionale. E’ autore di 332 pubblicazioni scientifiche.

Recentemente intervistato da Italian Berry approfondisce il ruolo del resveratrolo glucoside nel contrastare le infezioni virali come quelle da Covid-19, fornendo il suo autorevole contributo al dibattito scientifico stimolato dall’articolo di Nature Drug Discovery di cui abbiamo ampiamente parlato qui.

Prof. Mattivi, cos’è il resveratrolo e come può essere utile in questi tempo di Covid-19?

Anche recentemente, in uno studio pubblicato nel febbraio 2020, il resveratrolo viene citata tra le molecole di interesse terapeutico. Altre ricerche hanno dimostrato il resveratrolo essere un potente antivirale contro la MERS-CoV negli esperimenti “in vitro”.

Sono efficaci gli integratori che contengono resveratrolo?

Anche i preparati proposti come integratori a base di polifenoli ottenuti ad esempio dalla vinaccia possono contenere resveratrolo, ma sempre in quantità limitata dal contenuto presente nella bacca.

Come si può rendere più disponibile il resveratrolo per il corpo umano?

Il resveratrolo è poco solubile e di difficile assorbimento. Una alternativa naturale è il glucoside del resveratrolo (polidatina) che ne rappresenta una versione più solubile e di più semplice somministrazione.

Sia il resveratrolo che la polidatina possono essere facilmente estratti e purificati con grado alimentare, a partire da una grande pianta erbacea perenne disponibile in abbondanza, che ne è naturalmente ricca, il Polygonum Cuspidatum.

La polidatina può essere utile per combattere il Covid-19?

Anche la polidatina è stata studiata tra gli inibitori della replicazione del virus dell’influenza ed è farmacologicamente più promettente data la sua buona biodisponibilità.

L’ EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor) in particolare è considerato strategico per l’infezione da virus influenzali (dimostrato su influenza A) e la polidatina si lega all’EGFR e può impedire il legame con il virus; la polidatina è un inibitore della tirosin-chinasi con dati clinici confermati nelle complicanze dermatologiche da farmaci biologici usati in oncologia.

I dati clinici in pazienti oncologici dimostrano che con un preparato orosolubile, da tempo in commercio in Italia, si ha un’ottima diffusione a livello polmonare e cerebrale della molecola che ha un effetto apoptotico sulle cellule tumorali e probabilmente, come suggerito nel lavoro su PLOS ONE, potrebbe inibire la replicazione del virus.

Verosimilmente quindi, la polidatina potrebbe essere un presidio preventivo per persone professionalmente esposte a rischio di contagio, ed inoltre è ritenuto sicuro, essendo già stato testato lungamente su pazienti oncologici.

L’IMPORTANZA DEL RESTARE A CASA E’ TUTTA QUI: INFOGRAFICA

Quanto si possono ridurre i contagi da coronavirus COVID-19 semplicemente restando a casa?

RESVERATROLO PER LA PREVENZIONE DEL CORONAVIRUS: QUALI EVIDENZE?

Il Resveratrolo è risultato efficace in uno studio in vitro sulle cellule di MERS (Coronavirus Mediorientale). Il lavoro sopracitato è stato effettuato sulle cellule e non sugli esseri umani, inoltre su un altro ceppo di Coronavirus. In base ai risultati di questo studio ed alle proprietà già note del Resveratrolo, la prestigiosa rivista scientifica Nature il 10 febbraio lo ha indicato come unica possibile opzione di origine naturale da testare per la prevenzione ed il trattamento del Coronavirus cinese.

Nell’intervista dell’Ordine Nazionale dei Biologi all’immunoallergologo Andrea Del Buono e al biologo Daniele Tedeschi viene consigliato il resveratrolo per la profilassi.

In sintesi: ci sono alcuni dati positivi ma l’efficacia sugli uomini e sul COVID-19 non è stata comprovata. Tuttavia, essendo una molecola naturale priva evitando il sovradosaggio di effetti collaterali di rilievo è possibile a titolo precauzionale assumerla in aree a forte rischio contagio, in aggiunta alle norme igieniche e comportamentali fondamentali per ridurre il rischio di contagio.

Aggiornamento del 20 marzo: anche la Saw Swee Hock School of Public Health della National University of Singapore in un recentissimo Report del 12 marzo cita il Resveratrolo tra le potenziali opzioni terapeutiche naturali.

Aggiornamento del 3 aprile: Il prof. Montagnier, nobel per la medicina del 2008, cita in una intervista rilasciata a Giulietto Chiesa sul Covid-19 cita anche il resveratrolo tra le sostanze naturali che possono essere utili contro il coronavirus.

Aggiornamento del 12 aprile: partita in Italia la sperimentazione clinica all’ospedale Monaldi in collaborazione con l’università Federico II di Napoli per valutare efficacia resveratrolo estratto da vinacce di Taurasi in forma di aereosol contro coronavirus, primi risultati incoraggianti sulla riduzione dell’infiammazione causata dal virus. Si precisa che il nostro prodotto Polidase non é somministrato via aerosol ma in compresse orosolubili e trattasi di resveratrolo glucoside e non trans-resveratrolo, quindi non è equivalente al prodotto oggetto della sperimentazione, benché la molecola utilizzata sia la stessa. Andrebbe fatta anche valutazione sul dosaggio, ma non abbiamo al momento a disposizione questo dato. L’aggiornamento è riportato per completezza di informazioni su resveratrolo e coronavirus, che è l’oggetto di questo post.

Aggiornamento del 25 Aprile: il professor Fulvio Mattivi, docente di biologia molecolare all’università di Trento, autore di 330 pubblicazioni scientifiche e considerato un’autorità mondiale in temi di polifenoli, in una recente intervista ha affermato che “Verosimilmente quindi, la polidatina (resveratrolo glicosilato naturale, n.d.r.) potrebbe essere un presidio preventivo per persone professionalmente esposte a rischio di contagio, ed inoltre è ritenuto sicuro, essendo già stato testato lungamente su pazienti oncologici”, il resto dell’intervista è consultabile qui.

Il resveratrolo glucoside (polidatina) potrebbe essere la forma più adatta da assumere essendo più resistente del resveratrolo all’ossidazione enzimatica, penetrando nella cellula mediante un meccanismo di trasporto attivo che utilizza i trasportatori di glucosio, ed inoltre, grazie alla sua solubilità in acqua, venendo assorbita con maggior efficienza dall’intestino. Una via di somministrazione parenterale come quella orosolubile si presta ad una migliore utilizzazione farmacologica.

Si parla di Polidatina nel decalogo A.R.T.O.I. “Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate” delle buone prassi da seguire il Coronavirus

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Fonti in inglese: 

Effective Inhibition of MERS-CoV Infection by Resveratrol – PubMed

Nature Reviews – Drugs Discovery: Therapeutic options for the 2019 novel coronavirus (2019-nCoV)

National Universty of Singapore

Intervista al Nobel per la medicina Montignac

In italiano:

Video dell’Ordine Nazionale dei Biologi

Covid-19: decalogo ARTOI delle buone prassi da seguire

Coronavirus: il messagio del Silenzio del Dott. Elio Martin

Test clinici in corso all’ospdale Monaldi

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DISPONIBILE ANCHE IN TUTTE LE FARMACIE

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4° CONVEGNO DI MEDICINA INTEGRATA IN ONCOLOGIA

Grande interesse hanno suscitato le nostre formulazioni innovative a Rimini il 19 e 20 ottobre nell’ambito dell’annuale convegno di medicina integrata in oncologia “La centralità del malato: tra Terapie Complementari e Medicina di Precisione, umanizzazione delle cure ed integrazione”. Ringraziamo gli organizzatori e tutti i professionisti intervenuti.

Partecipiamo come espositori al Congresso di Oncologia Integrata 2018

Sono due le parole chiave che governano oggi la complessità del pianeta cancro e del sistema sanitario: integrazione e appropriatezza. La medicina moderna, in particolare nell’ambito della patologia oncologica, si muove e si sviluppa in base a sinergie che permettono una terapia frutto di alleanze e di reti sempre più composite ed eterogenee in una visione di integrazione centrata sul benessere della persona malata.
Su dette solide basi è stato ideato questo evento scientifico co-organizzato dalla Scuola di agopuntura tradizione di Firenze con l’Azienda USL Toscana centro, l’Istituto Toscano Tumori e l’Associazione di Ricerca per le Terapie Oncologiche Integrate (ARTOI).
In Toscana attori diversi come la Scuola di Agopuntura tradizionale di Firenze, la Regione Toscana con l’innovativo processo di integrazione delle medicine complementari nel sistema sanitario pubblico, l’Ordine dei Medici e l’Università, lavorano da decenni per rafforzare questo approccio sia sul piano istituzionale sia nella formazione di operatori moderni e professionalmente idonei. La prospettiva concreta di riunire le diverse realtà di cura sotto un’unica medicina è sempre stata la missione di ARTOI sin dalla sua nascita, più di 10 anni fa.
L’esigenza di ampliare lo sguardo al paziente con strategie terapeutiche centrate sulla persona e non su una patologia specifica dove, dietetica, attività fisica, ginnastiche respiratorie e stili di vita svolgono un ruolo di primo piano come stimolo per migliorare il sistema uomo, fa sì che la prevenzione e gli strumenti che la sostengono abbiano uno spazio importante in questo convegno.

Su dette solide basi è stato ideato questo evento scientifico co-organizzato dalla Scuola di agopuntura tradizione di Firenze con l’Azienda USL Toscana centro, l’Istituto Toscano Tumori e l’Associazione di Ricerca per le Terapie Oncologiche Integrate (ARTOI).

Un evento che si pone in continuità con il convegno di oncologia integrata del novembre 2016, quando a Firenze oltre 400 medici, oncologi e ricercatori si sono confrontati sui percorsi terapeutici integrati per i malati di tumore.
A Firenze convergeranno ancora una volta oncologi di chiara fama e medici di medicina integrata che da decenni svolgono un ruolo di supporto e assistenza nell’approccio scientifico alla malattia oncologica e a patologie cerebrali come l’ictus, secondo una visione rigorosa e aperta della medicina, condivisa dalle grandi agenzie sanitarie internazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità e i National Health Institutes statunitensi e via via confermata dalla ricerca scientifica.
Grandi strutture internazionali come il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York affiancano da anni le metodiche complementari, se efficaci e appropriate, ai protocolli antitumorali classici in un percorso diventato paradigmatico e contagioso.

Ci accingiamo, quindi, non senza emozione a condividere tre giorni intensi di scienza e cultura con ospiti di tutto il mondo, con l’auspicio che numerosi colleghi partecipino attivamente a questo evento straordinario.

Studio italiano: la Polidatina inattiva un marker associato al cancro orale

“Aryl hydrocarbon receptor, a tumor grade‑associated marker of oral cancer, is directly downregulated by polydatin: A pilot study”

Lo studio, a cui ha collaborato anche il nostro partner per la Ricerca GLURES S.r.l., verrà pubblicato nel numero di settembre della prestigiosa rivista Oncology Reports. 

Un risultato notevole anche in considerazione del fatto che è stato ottenuto con l’utilizzo di colture da cellule umane, curato e dettagliato nella dimostrazione biofisica

Un risultato che apre nuove prospettive nella prevenzione dei tumori del cavo orale, non solo nei fumatori.

Abstract disponibile in inglese sul sito della Rivista

Quello che mangi fa la differenza!

Pubblicato il libro del Dott. Massimo Bonucci, medico specialista in Anatomia Patologica e Oncologia Medica e presidente di ARTOI, l’Associazione di Ricerca per la Terapia Oncologica Integrata nostro partner perla Ricerca.

I cibi consigliati e quelli da evitare per prevenire e curare il male La nuova frontiera della medicina La nostra vita biologica è il risultato di una continua interazione tra le diverse parti dell’organismo che si relazionano e si scambiano informazioni, sia in condizioni di salute che di malattia. Pensare di prevenire la malattia o curarla come fossimo divisi in compartimenti è un errore da evitare, la salute è il frutto di equilibrio tra diversi fattori, e l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in questa partita. Non è corretto affermare che un paziente oncologico possa mangiare di tutto o assumere di tutto: nella fattispecie non deve adottare una dieta iperproteica e tenersi lontano da alimenti come i carboidrati raffinati, carne, pesce di grossa taglia e latticini. Di cose da sapere ce ne sono molte: ad esempio l’aloe vera, la curcumina e il tè verde rappresentano un valido aiuto in associazione ad alcuni farmaci chemioterapici mentre sono sconsigliati l’iperico e il ginkgo biloba, il pepe o la soia. La terapia oncologica integrata, nuova frontiera nel trattamento dei tumori, non esclude nessun tipo di intervento: ritiene utile la terapia farmacologica e la chirurgia, ma le integra con agopuntura, fitoterapia, omeopatia e alimentazione. Tutto questo per ridurre gli effetti collaterali delle terapie e potenziare l’efficacia dei farmaci, migliorare la qualità della vita del paziente e aumentare le possibilità di guarigione. Il libro, organizzato in capitoli che accompagnano il lettore dalla diagnosi alla cura con spiegazioni semplici ma dettagliate, contiene anche un’intera sezione dedicata alle ricette consigliate durante il percorso di cura e per la prevenzione.