Il sulforafano normalizza l’intestino colpito da colite ulcerosa

Nel trattamento delle malattie del tratto gastrointestinale, il sulforafano, molecola attiva che si forma in abbondanza in germogli e semi di broccolo, è stata già individuata come utile.

Agisce infatti anche nel ridurre le ulcere gastriche e la sua azione di promozione dei fattori detossificanti e antiossidanti, nonché la capacità di ridurre le risposte infiammatorie, lo rendono utile su un organo complesso come l’intestino.

La colite ulcerosa

La colite ulcerosa è una patologia infiammatoria che può mostrarsi con sintomi fastidiosi e discontinui ma che può anche diventare debilitante. L’origine della malattia non è ben chiara, sembrano essere coinvolte risposte allo stress, disbiosi intestinale, risposte immunitarie a virus e batteri. La malattia si presenta sovente nei fumatori e può essere associata a regimi alimentari non salutari.

Altrettanto difficile è identificare una cura efficace poiché la malattia può avere episodi acuti seguiti da periodi di remissione e, in alcuni casi, regredire da sola alla scomparsa dello stimolo che l’ha provocata. Poiché però le malattie infiammatorie sono associate allo sviluppo di cancro, nel trattamento della colite ulcerosa si cerca soprattutto di prevenire la risposta proinfiammatoria.

Proprio la presenza della componente infiammatoria che causa irritazione degli strati superficiali dell’intestino ha indotto i ricercatori a valutare l’efficacia del sulforafano contro la patologia.

Lo studio

È stato quindi allestito uno studio sperimentale sui topi in cui è stata causata infiammazione intestinale simile alla colite ulcerosa per rilevare poi se il trattamento per due settimane con il sulforafano potesse avere un effetto benefico.

Gli animali sono quindi stati divisi in tre gruppi: un gruppo di controllo, un gruppo in cui è stato indotta la colite ulcerosa con acido acetico, e un gruppo in cui è stata indotta la colite ulcerosa e successivamente trattato con sulforafano.

Nei tessuti danneggiati si verifica uno squilibrio tra le specie reattive dell’ossigeno (ROS) e le capacità antiossidanti delle cellule. Lo squilibrio è mantenuto dal richiamo di fattori del sistema immunitario che nella lora azione generano radicali e alimentare lo stress ossidativo. L’analisi dei tessuti prelevati dagli animali ha permesso di verificare la capacità del sulforafano di ridurre l’infiammazione e di comprendere il meccanismo della sua azione.

Ad un primo prelievo, infatti, i tessuti degli animali trattati apparivano decisamente alterati. Si evidenziavano emorragie, produzione di grandi quantità di muco, modifiche dei villi e fibrosi dei tessuti.

Oltre alle alterazioni maggiori visibili, i ricercatori hanno anche rilevato una minore capacità antiossidante dei tessuti, la presenza di infiltrati infiammatori, la maggiore formazione di specie ossidanti come l’ossido d’azoto, la diminuzione dell’espressione dell’enzima glutatione perossidasi. In particolare, l’ossido d’azoto è sovraespresso nell’infiammazione del colon e può causare danni al DNA e impedirne i processi di riparazione

Il sulforafano normalizza i tessuti intestinali danneggiati

La somministrazione di sulforafano ha invece ridotto le lesioni delle cellule ed è intervenuta soprattutto sulla fibrosi che è diminuita. Il sulforafano ha anche invertito i risultati riguardanti le specie ossidanti e la glutatione perossidasi.

L’azione svolta dal sulforafano per ripristinare l’integrità della mucosa del colon è sia diretta, grazie all’azione antinfiammatoria e immunomodulante, che indiretta attraverso il trofismo della flora batterica intestinale che partecipa nel combattere i processi infiammatori.

I risultati, quindi, dimostrano che il sulforafano ha il potenziale per protegge dall’infiammazione del colon e può ridurre le alterazioni causate dalla colite ulcerosa. Esso inoltre può intervenire anche nel diminuire l’espressione di fattori oncogenici e favorisce la biogenesi mitocondriale, processo che aumenta il numero e le dimensioni dei mitocondri.

Anche se il sulforafano si può trovare nei vegetali della famiglia dei cavoli, in realtà la quota che si può ottenere dall’ingestione degli ortaggi è modesta. Perché si formi il sulforafano, infatti, è necessario che interagiscano due molecole presenti nei vegetali: glucorafanina e mirosinasi. La mirosinasi però è degradata e resa inattiva dalla cottura delle verdure. L’integrazione con prodotti capaci di fornire dose adeguate di sulforafano può quindi essere presa in considerazione per mantenere lo stato di salute del tratto intestinale e del suo microbiota.

Fonte

Alattar, Reem Alshaman & Mohammed M. H. Al-Gayyar (2022) Therapeutic effects of sulforaphane in ulcerative colitis: effect on antioxidant activity, mitochondrial biogenesis and DNA polymerization, Redox Report, 27:1, 128-138

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