Il contributo di Agaricus blazei nella medicina integrata

Il contributo di Agaricus blazei nella medicina integrata

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Le origini del fungo Agaricus blazei sono da ricercare in Brasile, nel sud dello stato di São Paulo, ma la sua fama come nutraceutico attraversa i continenti e il suo uso è particolarmente diffuso nelle medicine orientali giapponese e cinese.

Agaricus viene infatti indicato come ricco di proprietà che ne suggeriscono l’uso per rinforzare il sistema immunitario, combattere le infezioni, aiutare nel ridurre il colesterolo e per il diabete di tipo 2.

Le molecole bioattive del fungo sono però anche state studiate, in vitro e in vivo sull’animale, per verificare le potenzialità antineoplastiche e chemiosensibilizzanti.

Agaricus, infatti, si mostrerebbe utile non solo per aiutare il sistema immunitario contro il tumore, ma può avere una funzione antineoplastica sulla crescita tumorale, sulla sua invasività, vascolarizzazione e può aiutare a ridurre la tossicità da chemio e radio terapia.

I composti che per primi vengono indicati comi efficaci nell’azione terapeutica sono i β-glucani, ma è l’intero complesso di fitochimici che in realtà si mostra come più attivo attraverso diversi meccanismi d’azione e che può vantaggiosamente essere associato nella terapia oncologica integrata.

I β-glucani sono stati identificati come immunomodulatori che promuovono la risposta bilanciata sia del sistema innato che adattativo attraverso l’espressione o l’inibizione delle vie di espressione delle diverse citochine. Beta (1,3)- d -glucano, Beta (1-4)- d -glucano, Beta (1-6)- d -glucano sono infatti i principali polisaccaridi attivi con proprietà antitumorali ritrovati nel fungo, con effetti sia sulla proliferazione che sull’attivazione dei linfociti e dei granulociti macrofagi. L’aumento dell’attività dei linfociti natural killer (cellule NK) è un processo che è stato osservato in diversi studi, sia nei pazienti umani sottoposti a chemioterapia convenzionale e integrazione con A. blazei  che in modelli di ricerca sugli animali. 

Queste molecole stimolano infatti un potente effetto pro-infiammatorio associato all’espressione di citochine come TNF-α, IL-6 e IL-8 (manche IL-1b, TNF-α, IFN-γ e IL-12), modulano la risposta immunitaria innata, caratterizzata da attivazione di macrofagi e monociti, aumentano la citotossicità delle cellule NK.

Sono stati però ritrovati altri costituenti attivi come i complessi glucomannano-proteina e mannano-proteina, acido linoleico ed ergosterolo, fenoli, flavonoidi. A queste molecole posso essere ascritte le proprietà antiossidanti, antimutagene e che riducono lo sviluppo di nuovi vasi nelle masse tumorali, riducendone così la velocità di crescita.

I flavonoidi sono, ad esempio, indicati come capaci di ridurre la proliferazione delle cellule tumorali inibendo la divisione cellulare e intervenendo anche nei processi di differenziazione e induzione della morte cellulare per apoptosi.

Un meccanismo importante che invece agisce sia nel diminuire la cancerogenesi che la tossicità da chemioterapici è l’azione che il fitocomplesso di Agaricus ha nell’espressione degli enzimi responsabili del metabolismo delle sostanze estranee.

La ricerca ha dimostrato una inibizione della sottofamiglia del citocromo CYP1A1 che può attivare i pro-cancerogeni. Il fungo è capace di inibire l’espressione dell’enzima forse attraverso un sistema di citochine e, di conseguenza, di diminuire la formazione di molecole tossiche. Inoltre, in associazione con la chemioterapia, può diminuire il metabolismo e l’allontanamento dei farmaci chemioterapici e questo permetterebbe di usare un dosaggio inferiore di chemioterapico ma comunque efficace.

I polisaccaridi a basso peso molecolare sembrano essere attivi nell’inibire i processi metastatici con riduzione della E-selectina, la soppressione del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF), inibendo così l’angiogenesi e quindi la crescita del tumore sia in modelli in vitro che in vivo. L’enzima emicellulasi del micelio del fungo stimola invece la produzione della citochina IL-12 che regola l’attivazione dei macrofagi e dei linfociti NK (natural killer).

L’amminoacido piroglutammato di sodio isolato da Agaricus blazei ha azione tumoricida, antimetastasi e anti angiogenesi mediata dalla diminuzione della capacità delle cellule tumorali di sfuggire al sistema immunitario e di promuovere la formazione di nuovi vasi.

Anche la protezione delle cellule sane dai danni da radioterapia è stata studiata e ha permesso di correlare il consumo di Agaricus con una maggiore protezione delle cellule sane e maggiore sensibilizzazione al trattamento delle cellule malate.

Se ne evince quindi che non è solo uno il meccanismo che può giustificare l’uso del fungo come supplemento nutrizionale nella terapia oncologica integrata né che si possa ricondurre a uno solo dei suoi costituenti. È perciò l’intero fitocomplesso che, in forma di estratto, consente la funzione benefica e l’azione nella promozione dell’apoptosi e nella diminuzione dell’espressione del fattore di crescita dell’endotelio vasale ha una sua vantaggiosa componente nel controllare la crescita tumorale consentendo quindi al sistema immunitario stimolato di reagire più prontamente contro la neoformazione.

Fonte:

Amanda Gollo Bertollo, Maiqueli Eduarda Dama Mingoti, et al.

Agaricus blazei Murrill mushroom: A review on the prevention and treatment of cancer,

Pharmacological Research – Modern Chinese Medicine, Volume 2, 2022

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