L’ Astragalus membranaceus alla prova nella terapia oncologica integrata

L’ Astragalus membranaceus alla prova nella terapia oncologica integrata

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Astragalus membranaceus, con la sua ricchezza in principi fitoterapici è una delle 50 erbe principali utilizzate nella Medicina Tradizionale Cinese, di uso diffuso nei paesi orientali e di sempre maggiore interesse per integrare le terapie occidentali.

I composti bioattivi includono 14 forme  di polisaccaridi di astragalo (APS), oltre al ricco contenuto in saponine e sali minerali. Le ricerche in vitro e in vivo, sia sull’animale che sull’uomo, hanno messo in evidenza le capacità dell’astragalo di agire come antiossidante, antitumorale, antinfiammatorio, antivirale, antibatterico ma anche di poter essere integrato nella terapia oncologica grazie alle sue potenzialità come immunoregolatore e immunomodulatore. Una recente review si è concentrata proprio nell’individuare il letteratura scientifica la sua valenza nella cura oncologica, evidenziando non solo le sue capacità come antitumorale ma come adattogeno capace di rispondere agli stati di affaticamento e prostrazione fisica che i pazienti oncologici devono affrontare a causa degli indispensabili interventi chemio e radioterapici.

Ogni anno, un decesso su sei a livello mondiale è causato da una forma di cancro che è quindi fra le maggiori cause di mortalità. Fortunatamente, la terapia sta affinando le sue armi alla ricerca di rimedi sempre più personalizzati e adatti al paziente che promettono di portare un giorno a terapie altamente efficaci e risolutive. Ancora oggi però la sopravvivenza alla malattia è affidata all’intervento chirurgico e alle terapie farmacologiche salvavita che possono essere accompagnate dai pesanti effetti collaterali.

Ricercare molecole che possano aiutare il sistema immunitario a fronteggiare la risposta al cancro e che possano supportare il paziente durante dalla cura è quindi altrettanto importante.

In questo solco si pone la ricerca e l’uso di Astragalus membranaceus che ha dimostrato di essere capace di sostenere l’organismo debilitato, ma anche di interferire nei processi che possono condurre alla chemioresistenza. La sua funzione è infatti di mantenere l’omeostasi dell’organismo ma grazie alla capacità di modulare l’espressione delle proteine P-gp e MRP, sistemi di espulsione delle sostanze dalle cellule e responsabili della farmacoresistenza, di aumentare la sensibilità alla chemioterapia.

Grazie alla capacità dei polisaccaridi di stimolare la risposta immunitaria, astragalo sembra dare risposta in molti tumori considerati nella review: del colon-retto, delle ovaie, dello stomaco, del fegato, del polmone, del collo dell’utero, dei linfomi, della mammella e del rinofaringe. La sua azione è poi sostenuta dall’effetto antiossidante e da quello di modulazione del microambiente tumorale con attivazione dei macrofagi e dei linfociti T citotossici ma anche con modulazione della via di segnalazione PI3K/Akt/mTOR, regolazione della crescita, proliferazione, migrazione, invasione e attivazione dell’apoptosi.

Poiché l’affaticamento correlato al cancro è sperimentato da quasi il 70% dei pazienti sottoposti a chemioterapia o radioterapia, la possibilità di disporre di un integratore sicuro e non tossico che risponda all’esigenze dei malati ma contribuisca anche a ridurre il dosaggio di farmaci maggiormente problematici consente di migliorare la qualità di vita del paziente oncologico, portato così a meglio accettare gli interventi farmacologici più pesanti e a intraprendere insieme al medico un percorso di guarigione condiviso.

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