La combinazione di fitocomplessi per un effetto sinergico: il caso di acerola e tè verde

La combinazione di fitocomplessi per un effetto sinergico: il caso di acerola e tè verde

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Nell’analizzare le attività dei fitocomplessi, si ritrova spesso che specie di famiglie botaniche molto distanti tra loro e usate come integratori alimentari condividono effetti fisilogici analoghi.

Tuttavia, i meccanismi con cui i vari fitochimici possono modulare le vie infiammatorie, di sopravvivenza o morte cellulare possono essere diversi. Ecco che allora l’uso di miscele di fitocomplessi non ha solo un effetto additivo, dato dalla somma dei singoli effetti esercitati, ma un effetto sinergico e cioè superiore a quello della singola somma degli effetti biologici.

È ciò che è stato provato con la combinazione delle polveri ottenute da due estratti dalle note capacità antiossidanti e di continuo interesse per lo sviluppo di prodotti salutistici: acerola (Malpighia emarginata) e tè verde (Camellia sinensis).

La sinergia è infatti stata dimostrata in un esperimento in vitro, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Biomedicine & Pharmacotherapy, che ha considerato le proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e anti radicali liberi degli estratti di acerola e tè verde.

L’acerola è nota soprattutto per l’alto contenuto di acido ascorbico che ne fa uno dei cibi più ricchi in assoluto di vitamina C. Tuttavia, alle sue azioni come integratore alimentare concorrono anche altri fitochimici come i composti fenolici e carotenoidi che si ritrovano anche in Camellia sinensis, la quale invece è proprio nota per la ricchezza di fenoli e di catechine come l’epigallocatechina gallato. Entrambe le piante hanno attività biologiche protettive del DNA, anti genotossiche, apoptotiche e antiapoptotiche.

Una volta che i ricercatori hanno ottenuto gli estratti dalle due droghe – frutti di Malpighia emarginata e foglie di Camellia sinensis – hanno provveduto alla loro trasformazione in polvere attraverso essicamento spray e alla lora miscela costituita dal 80% di succo di acerola e 20% di estratto acquoso di tè verde (v/v).

Le polveri adeguatamente preparate sono state poi disciolte in un mezzo idoneo per ottenere diverse concentrazioni (0,05 μg/mL, 0,5 μg/mL, 5 μg/mL, 50 μg/mL e 500 μg/mL ) tutte testate e tutte risultate assolutamente sicure sulle cellule macrofagiche usate per l’esperimento.

La miscela ha infatti mostrato di non influire negativamente con l’integrità cellulare né con la vitalità delle cellule.

I macrofagi sono stati quindi stimolati con lipopolisaccaride (LPS) per indurre uno stato infiammatorio. È noto che LPS provoca una maggiore tossicità cellulare, predispone a danni al DNA, alla produzione di radicali liberi, guida verso la risposta infiammatoria mediata da citochine.

È stata quindi testata l’attività antiossidante della miscela su cellule stimolate, rilevando l’attività degli enzimi catalasi (CAT) e superossido dismutasi (SOD). L’attività di SOD è risultata aumentata nelle cellule campione, stimolate dal lipopolisaccaride 1 μg/mL per innescare la risposta infiammatoria.

L’attività di CAT è, invece, diminuita dimostrando un’attività modulatoria dei due fitocomplessi sulla risposta all’ossidazione.

Anche il rapporto fra specie reattive dell’ossigeno (ROS) e specie reattive dell’azoto (RNS) è stato influenzate dalla miscela di acerola e tè verde. Durante i processi infiammatori si ha infatti uno squilibrio nella produzione delle specie reattive che favorisce la formazione di radicali liberi, che compromette le funzioni metaboliche delle cellule e può indurre malattie croniche come l’artrite o l’aterosclerosi. La modulazione della formazione di specie ossidanti è una proprietà riconosciuta infatti sia all’epigallocatechina gallato che all’acido ascorbico, ma non si può escludere che concorrano anche altre molecole dei fitocomplessi che contribuiscono alla sinergia mostrata.

Riguardo le citochine proinfiammatorie, dopo stimolazione delle linee cellulari di macrofagi con il lipopolisaccaride e trattamento con la miscela dei due estratti, sono stati misurati i marcatori della risposta dei macrofagi per l’infiammazione come la secrezione di citochine IL-1β, IL-6, IL-10 e TNF-α. L’espressione di queste citochine è modulata dalle vie che coinvolgono il fattore nucleare kappa B (NF-κB) e il fattore nucleare E2 correlato (Nrf2). 

Acerola e tè verde insieme hanno ridotto la secrezione di IL-1β, mostrando quindi un’azione antiinfiammatoria, non hanno influito invece su IL-6 eIL-10 i cui valori macrofagici sono riamasti inalterati nonostante la stimolazione con LPS.

In particolare, l’inibizione del rilascio di IL-1β è associata alla diminuzione della produzione di ROS/RNS, i cui squilibri ne promuovono invece il rilascio. Il rinforzo dell’azione antiossidante può spiegare anche con l’interferenza sui meccanismi specifici delle vie di segnalazione NF-κB e Nrf2.

Considerando i risultati ottenuti nella loro totalità, appare chiaro che la possibilità di disporre dei fitocomplessi delle due piante in miscela e non delle singole molecole più rappresentative – vitamina C e EGCG – offre il vantaggio di rinforzare il messaggio antiossidante e protettore dagli insulti al DNA, portando a pensare a una integrazione che s’avvalga sia di acerola che di estratto di tè verde per trattare e/o prevenire le condizioni fisiopatologiche.

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