Prevenire è meglio che curare: con i nutraceutici manteniamo un buono stato di salute

Il mercato dei nutraceutici ricopre un ruolo sempre più importante ed è in vivace attività.

L’accesso a informazioni sempre più complete, l’acquisizione di consapevolezza e il ricorso all’automedicazione guidano verso la scelta, per la cura di piccoli fastidi o per l’integrazione nelle patologie più importanti, di pratiche mediche alternative ai farmaci tradizionali.

Se i nutraceutici posso perciò fornire un aiuto negli stati patologici, non si deve trascurare che il loro uso come forma di prevenzione può assicurare invece un duraturo stato di salute e benessere anche nella terza età.

I maggiori danni all’omeostasi dell’organismo sono causati dai processi ossidativi ai quali siamo naturalmente sottoposti. L’attività enzimatica, la produzione di energia, le reazioni metaboliche avvengono infatti con la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e dell’azoto (RNS): radicali liberi che possono avviare processi di perossidazione lipidica, danneggiare il DNA, danneggiare le cellule, indurre infiammazione.

Il nostro organismo ha sviluppato sistemi di difesa adeguati contro i radicali liberi, ma con il tempo l’efficacia di questi sitemi diminuisce e lo stress ossidativo può indurre stati patologici che si associano a danni neuronali – nelle patologie neurodegenerative sono coinvolti processi ossidativi non bilanciati -, fibrosi di organi come fegato e rene, lesioni alle strutture polmonari e alle arterie che causano patologie cardiache.

La gestione dello stress ossidativo si può quindi avvalere del supporto da parte dei nutraceutici.

Di cosa parliamo quando parliamo di nutraceutici

La parola nutraceutico nasce dall’unione dei termini nutrizione e farmaceutico. Si basa quindi sul principio che, attraverso l’alimentazione e l’integrazione mirata con sostanze naturali, si possa ottenere un effetto curativo o preventivo.

La potenza delle piante come farmaco è ben nota, e questo richiede che non si possa lasciare completa libertà nell’uso delle piante medicinali. Ogni farmaco può diventare un veleno, infatti, se preso nelle dosi sbagliate. Ecco perché esiste una stringente regolamentazione sui prodotti erboristici e sui nutraceutici per garantirne l’uso in completa sicurezza.

Nel novero dei nutraceutici entrano a far parte quindi composti bioattivi derivati dalle piante, fibre alimentari, alimenti funzionali ma anche i probiotici, sostanze che fanno da supporto alla flora microbatterica intestinale e che permettono di mantenerla attiva e in salute. Fra i nutraceutici, diversi hanno azione antiossidante sia direttamente, ad esempio grazie al contenuto di polifenoli e vitamine, sia indirettamente fornendo sali minerali ed elementi essenziali per le reazioni enzimatiche. In molti casi poi, il fitocomplesso – l’insieme delle sostanze bioattive che caratterizzano una pianta – racchiude elementi che lavorano in sinergia e si dimostrano utili nel migliorare lo stato di salute.

Antiossidanti contro l’invecchiamento

Una buona scorta aggiuntiva di antiossidanti si può fare con l’alimentazione bilanciata, arricchita da frutti ricchi di vitamine e polifenoli, da semi oleosi e frutta secca. Tuttavia, non possiamo mai conoscere il vero contenuto di sostanze benefiche in un alimento, mentre possiamo conoscerlo all’interno dei nutraceutici che hanno una composizione dichiarata in etichetta. L’uso, perciò, dei nutraceutici permette di provvedere adeguatamente alle esigenze dell’organismo soprattutto quando si verificano le condizioni di stress ossidativo come l’attività fisica intensa, l’infezione, l’attivazione del sistema immunitario e l’invecchiamento.

Inoltre, i nutraceutici concorrono a proteggere dai radicali liberi causati dagli inquinanti ambientali, da alcool, fumo e farmaci. Evitano il loro accumulo nelle cellule e nei tessuti, riequilibrano il sistema di generazione ed eliminazione delle specie reattive.

Con il loro meccanismo d’azione possono perciò prevenire l’insorgenza di disturbi cronici.

Non bisogna poi trascurare che il danno ossidativo al DNA ne causa l’alterazione e può provocare lo svilupparsi di cellule tumorali, come anche attivare gli oncogeni dormienti e indurre aberrazioni cromosomiche, promotori per lo sviluppo del cancro.

La misura preventiva più semplice per lo stress ossidativo, quindi, è includere i nutraceutici con potenziale antiossidante nella propria routine quotidiana, nella dieta e che come integratori. 

Nutrigenetica per una integrazione sempre più personalizzata

Nel campo medico e farmaceutico la tendenza degli studi è di produrre una medicina sempre più personalizzata, che tenga conto delle differenze genetiche, di genere, metaboliche dei pazienti per individuare i dosaggi e farmaci specifici per minimizzare gli effetti collaterali.

Le conoscenze di biologia molecolare e di metabolomica lasciano pensare che anche per la nutraceutica sia arrivato il momento della “nutragenetica” che porti all’integrazione alimentare personalizzata e studiata per la prevenzione delle malattie.

Serve quindi un cambio di paradigma: una terapia nutrizionale che sia preventiva, l’attenzione quando si è giovani e in salute per evitare l’insorgenza della malattia e per eliminare gli esordi patologici delle affezioni. I nutraceutici, con le loro proprietà antiossidanti, antietà, antitumorali, immunomodulanti sembrano essere la soluzione a portata di mano.

Riferimenti:

Anand, Shaubhik, and Navneeta Bharadvaja. “Potential Benefits of Nutraceuticals for Oxidative Stress Management.” Revista Brasileira de Farmacognosia (2022): 1-10

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