Una dieta integrata con sulforafano in gravidanza può influire sul microbiota del nascituro

Sappiamo già come la dieta equilibrata possa influire positivamente sullo sviluppo del feto e come l’apporto di nutrienti attraverso l’allattamento sia indispensabile per la salute del neonato. Meno chiaro è come la dieta materna e l’allattamento possano influenzare anche il microbiota del nascituro.

Alla nascita il neonato forma il suo microbiota grazie al contato con le mucose e gli epiteli materni e le primissime fasi della vita condizionano la colonizzazione del suo corpo da parte dei batteri, lo sviluppo successivo di colonie e il benessere dell’individuo.

L’asse cervello-intestino per il bessere dell’individuo

Nell’ultimo decennio, infatti, gli studi su come il microbiota influisce sulla salute si sono fatte sempre più consistenti. S’è iniziato a parlare di asse cervello-intestino anche per cercare di capire come alcuni disturbi neurologici possano essere correlati all’alterazione della flora batterica intestinale e il ruolo che i processi infiammatori dell’intestino possono ricoprire in patologie come la depressione, la schizofrenia e le manifestazioni legate allo spettro autistico.

Anche il sulforafano e la sua azione antinfiammatoria sembrano essere però strettamente legate al trattamento delle stesse manifestazioni.

L’azione del sulforafano

Il sulforafano è una molecola che si forma dal suo precursore glucorafanina, di cui sono ricchi i germogli di broccolo, per via enzimatica (ad opera della mirosinasi) o grazie alla flora intestinale. L’interesse crescente per il sulforafano è dovuto alle sue proprietà antinfiammatorie e depurative; la molecola ha mostrato di poter essere usata nella terapia integrata del cancro e sempre più evidenze legano la sua assunzione con il miglioramento di alcuni dei disturbi dello spettro autistico.

Uno studio condotto dalla Chiba University Center giapponese e dal Southwest Medical University di Sichuan (Cina) ha messo in relazione la dieta arricchita con glucorafanina, precursore del sulforafano, durante la gravidanza e la varietà del microbioma intestinale della prole.

Lo studio

La sperimentazione è avvenuta su topi gravidi e la ricaduta della dieta arricchita con sulforafano è stata studiata sia nella prole giovane sia in quella diventata ormai adulta.

In primo luogo, il confronto con il controllo che non assumeva sulforafano ha confermato come l’integrazione in gravidanza sia ben tollerata e non tossica. I topi di entrambi i gruppi hanno mantenuto un peso corporeo nella media così come non ci sono state conseguenze statisticamente rilevanti sulla prole.

Rispetto invece alla composizione della flora batterica intestinale, i topi alimentati con sulforafano hanno mostrato una varietà di popolazioni batteriche superiore rispetto ai controlli, con predominanza di specie che non sono state associate allo sviluppo di infiammazione.

Quanto alla prole, la composizione del microbiota intestinale era altrettanto ricca per i topi nati da consumatrici di sulforafano rispetto al controllo. Se si può immaginare che ci sia una certa influenza dovuta all’allattamento, meno chiaro è come l’alimentazione della madre possa influenzare il microbiota della prole. Gli scienziati autori dello studio ipotizzano che sia la capacità del sulforafano di regolare la risposta infiammatoria e le citochine proinfiammatorie prodotte a modulare positivamente la risposta nel nascituro.

Gli effetti a lungo termine

Lo studio ha anche esaminato come il microbiota nelle prime fasi di vita sia mantenuto anche nell’età adulta. Anche in questo caso è stato possibile rilevare la differenza rispetto al controllo poiché nei topi la cui flora intestinale era stata condizionata dal sulforafano, in età adulta si mantiene una maggiore variabilità nella composizione del microbiota e si ha una maggiore resistenza all’infiammazione. Quest’ultima è stata verificata somministrando lipopolisaccaride ai topi e vedendo quale era la risposta. I topi il cui microbiota era stato influenzato dal sulforafano hanno risposto meglio e hanno prodotto meno citochine proinfiammatorie.

Dallo studio si evince che l’alimentazione materna arricchita con sulforafano può produrre effetti benefici di lunga durata attraverso la modulazione persistente del microbiota intestinale e agire da protezione contro l’insorgenza di alcuni disturbi grazie all’azione neuroprotettiva.

Dato il ruolo della dieta materna sullo sviluppo della prole, non è da escludere che l’assunzione dietetica di glucorafanina durante la gravidanza e l’allattamento possa contribuire alla resilienza nella prole attraverso la modulazione del microbiota intestinale agendo proprio sull’asse cervello-intestino-microbiota e sul sistema di segnalazione bidirezionale multiorgano tra il cervello e il tratto gastrointestinale che svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute.

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